Chi siamo

 

La nostra storia

 

 

 

 

Il Ristorante Pititto si trova al centro della città di Agrigento,Piazzetta Vadalà.

 

La sala interna richiama il colore del tufo mentre la piazzetta adiacente è l'ideale per i clienti che preferiscono poter mangiare all'aperto

 

La cucina del locale è incentrata sulla tradizione siciliana e nazionale: dalle portate a base di pesce fresco del Mediterraneo, passando dal Couscous e finendo nella carne...

 

Il tutto mentre si sorseggia un vino prettamente siciliano conservato nella cantina del locale.

 

Lo staff del Pititto è particolarmente attento alla qualità delle materie prime. Ogni prodotto viene acquistato presso fornitori selezionati. I cuochi e i loro assistenti, guidano la cucina mettendo a disposizione la loro conoscenza delle materie prime ed il rigore nella gestione degli alimenti.

 

E’ inoltre possibile disporre di menu creati per occasioni ed esigenze particolari dei clienti, come ricorrenze di lauree , battesimi ,compleanni o pranzi di lavoro in oltre si possono sviluppare menu per clienti vegetariani, allergici o a dieta ipocalorica.

 

Per finire un pensiero è rivolto a chi del pranzo ne fa una pausa lavorativa e gradisce una pietanza veloce per soddisfare il proprio appetito ...

 

Insomma, non c'è fame senza Pititto!!!

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Pititto Restaurant is located in Piazzetta Vadalà, in the heart of Agrigento.

Our cuisine emphasizes the value of both Sicilian and national gastronomic tradition, but it doesn’t renounce to offer the best tasting of International cooking.

Pititto's staff is particularly careful in choosing the best-quality ingredients, so that you can taste the most delicious Mediterranean fish courses, as well as tasty meat dishes. All of this is combined with the best Sicilian red and white wine.

After visiting our restaurant, you too will say (no matter what language you speak!): “non c'è fame senza pititto”!

Paolo, classe 1957, nel '73 arriva ad Agrigento da Acireale, la famiglia, di origine agrigentine, aveva peregrinato per diverse città a causa dei continui trasferimenti del padre Salvatore che era guardia penitenziaria.

La sua prima occupazione fu quella di cameriere al Ragno d'Oro il ristorante pizzeria posto a San Leone.

Dopo il servizio militare, nel '79 si sposa, ritorna lavorare al Ragno d'Oro e poi, dopo una breve parentesi lavorativa nella nuova gestione dell'Oasi Bar, nell'83 apre un nuovo locale, all'interno della galleria di un edificio di via Atenea, che chiamerà American Bar.

Dapprima il bar nasce come una cremeria all'interno del quale si potranno assaporare nuovi prodotti che Paolo, sempre attento alle novità culinarie, farà conoscere ai giovani che frequentano il suo locale.

I clienti cominciano a scoprire le crêpe, i frullati, i tramezzini.

Il locale, primo nel suo genere, riesce ad ottenere successo tra la gioventù di quel tempo, non solo anche le donne di una certa età, il pomeriggio, cominciano a frequentarlo per incontrarsi con le amiche sorseggiando tè o cioccolate calde.

Il locale era sempre ben frequentato, la mattina per fare colazione, prima di pranzo per gli aperitivi, di nuova concezione, elaborati ad arte da barman esperti, infine la sera per assaporare il gelato dagli innumerevoli gusti.

l'American Bar diventò ben presto un'icona di quel tempo il primo vero pub in centro città, il simbolo inconsapevole di una città che stava cambiando abitudini.

Nei fine settimana tanti erano i clienti, molti di questi provenivano da fuori città, alcuni di loro, intuirono che quello era un ritrovo originale e di successo per i giovani e ne realizzarono altri simili nei loro paesi.

Il locale di Paolo verrà ricordato anche per il fatto che, per la prima volta, la gente poteva ascoltare musica, accompagnata da videoclip, trasmessa su diversi schermi televisivi collocati nelle pareti.

Quel locale fu altresì il primo in città a trasmettere le partite in diretta, bisognava prenotare un tavolo per ottenere un posto, tanti erano i clienti che si ci recavano.

Davanti ad un originale panino, preparato dalle esperti mani di Paolo e dei suoi collaboratori, accompagnato da un boccale di birra alla spina, ognuno poteva adesso seguire dal vivo, assieme agli amici, le sorti calcistiche della squadra del cuore.

All'inizio del 97 l'American Bar chiude i battenti, Paolo ha già in mente la realizzazione di un nuovo e più grande locale, il Pix Pub viene inaugurato alla fine dello stesso anno.

La principale novità consisteva nel fatto che ogni tavolo era munito di uno schermo e di una tastiera con i quali poter fare direttamente le ordinazioni ma consentiva anche di chattare con altri tavoli.

A quei tempi, ancora gli smartphone non erano stati inventati, avere la possibilià di parlare con sconosciuti e magari fare nuove amicizie per i giovani fu una gran bella novità.

Dopo lunghi anni anche il Pix Pub abbassò per sempre le sue saracinesche, adesso Paolo, con il figlio Alberto, gestisce "Pititto" un ristorante in centro città.

 

Nino Reginella

 

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